Tostare il caffè a casa è l’inizio di un grande viaggio nel profondo dei tuoi gusti in un mondo tutto da scoprire.
Come accade con i grandi viaggi, ognuno di essi comincia con un piccolo passo, quello che ti porta a desiderare di scoprire e approfondire la conoscenza del mondo in cui vivi.
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Il modo più semplice per iniziare il tuo viaggio nel mondo della tostatura domestica del caffè.
Per farlo, la prima cosa che devi volere è di imparare. Se pensi di poter continuare a pensare come hai sempre fatto e decidi di metterti in viaggio, non stai viaggiando, stai facendo il turista.
Devi un po’ perderti nel mondo per imparare a vivere, se pensi che il solo modo di fare le cose è quello in cui lo hai sempre fatto… conviene che rimani a casa, non uscire, accendi la tv, mettiti sul divano e continua a conservare le tue solite idee.
Tostare il caffè a casa è come un viaggio, ma va!
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
Konstantinos Kavafis, Itaca
Questa bellissima poesia restituisce secondo me l’essenza del viaggio: affidarsi al caso, provare, perdersi, mettersi in gioco, sbagliare, tornare sui propri passi, guardare con intensità e vedere cose che prima non vedevi, trasformarsi. Tornare trasformati.
Quando ho cominciato a pensare di tostare da me il mio caffè, il primo gesto istintivo è stato quello di ripensare a mia nonna, alla padella con cui sua madre tostava il caffè, poi ho ripensato al dialogo di Sant’Anna di Eduardo, color “manto di monaco”.
Ho dovuto prima ricostruire i miei riferimenti, e poi sono partito con la voglia di scoprire e di imparare. Altrimenti avrei preso una macchina a cialde o avrei continuato a bere il caffè sotto casa.
Non è stato difficile, anzi, attrattivo. E poi ho scoperto il vero gusto del caffè, così diverso rispetto a quello che fino a ieri avevo sempre bevuto.
Ho cominciato a tostare col padellino, e poi a macinare, e poi ad estrarre il mio caffè. Prima con la moka, poi l’ho portato al mio bar e l’ho estratto con la macchina professionale, e poi con l’aeropress, e poi facendolo percolare.
Se me lo avessero detti solo 6 mesi fa, avrei detto che il solo caffè al mondo degno di questo nome era quello italiano, ma che significa? che significava?

Ho provato singoli lotti e poi li ho mescolati, ho provato vari gradi di tostatura e ho scoperto che amo i caffè chiari, pieni di sentori, quasi meditativi… ma al mattino no, amo quelli più forti e decisi.
Photo by Najib Kalil on Unsplash
Insomma, sto costruendo il mio gusto è ho imparato un sacco di cose. Non so se da morto tutto questo mi potrà servire, però le mie giornate sono un po’ più dense.
Ecco, se ti va di cominciare, in me hai un alleato. Posso aiutarti. Ma se pensi che il meglio lo conosci già… rimani con le tue idee.
L’eccellenza è un viaggio
Ebbene sì, l’eccellenza è un viaggio! Che si tratti di alto artigianato, di arte o di cibo. Di vino, di olio o di caffè. Un approccio al mondo che sta proprio alla base dello stile di vita italiano, uno stile che tutto il mondo ci invidia.
Di tutti i prodotti che consumiamo ogni giorno, il caffè è decisamente fra i più ricchi, più complessi e più intriganti. Decine, centinaia di sfumature contraddistinguono questo capolavoro della natura che, assieme a noi, imparerai a conoscere e ad apprezzare una volta che sarai uscito dalla gabbia del caffè industriale.
Cosa mettere in valigia?
Come ogni viaggio, quello che ti proponiamo inizia con una rinuncia: cosa mettere in valigia significa cosa lasciare a casa. E le cose da lasciare a casa sono tante, anzi una sola: le certezze. Certezza di non farcela, certezza di non avere tempo, certezza che non fa per te… ma procediamo per punto:
- “Non ce la farò mai”: l’ho scritto più volte, lo racconto in ogni articolo, tostare il proprio caffè a casa è alla portata di chiunque abbia un minimo di voglia e di gusto. Altrimenti la cultura del caffè sarebbe nata assieme all’industria e non secoli fa: non ti pare?
- “Non ho tempo”: passiamo ore al giorno davanti ad uno schermo; gli esperti dicono dalle 4 alle 6 ore sui social, quando va bene – per non parlare della tv. E non avremmo tempo per tostare il nostro caffè? A proposito, quanto tempo ci vuole per tostare il caffè da sé? quante ore? quanti giorni?? In realtà la tostatura dura 15 minuti circa, e la macinatura 5 minuti. 20 minuti in tutto, mezz’ora se ci mettiamo il piacere di fare le cose con calma. 20, massimo 30 minuti e hai abbastanza caffè per più giorni. Non un caffè qualsiasi ma il tuo caffè, il caffè che più ti somigli! Ti ho convinto?
- “Non fa per me”: tutte le volte che risuona in noi la vocina della creatività, una voce altrettanto potente ci mette in guarda. Ti ricordi da ragazzo quando qualcuno più grande di te ti spiegava perché era meglio spegnerla quella vocina…? Ci siamo adesso? E’ la stessa che oggi ti dice di non stare a perdere tempo, di non uscire dal seminato. Che intanto il pane comprato in giro è meglio di quello fatto in casa. Che si fa prima a fare la via Francigena in macchina che a piedi… e che il caffè dello scaffale va benissimo! Ricordati che siamo bombardati di pubblicità e che lo scopo della pubblicità è quello di venderci un prodotto, non di sviluppare i nostri talenti! Ricordati che viviamo in un mondo che lucra con l'”avere” e mica con l'”essere”…
Quindi cosa ci mettiamo in quella valigia? quello che siamo più che quello che abbiamo, ecco il trucco! La curiosità, la voglia di esplorare (che qualcuno chiama “sbagliare”), di uscire dalla “gabbia” della cultura industriale. Di riappropriarci del tempo della vita e dei ritmi lenti di una volta. Di divertirci soprattutto!

Tostare il caffè a casa propria è come fare un picnic o farsi la vacanza a piedi: è un atto rivoluzionario, un piccolo contributo all’unica conquista che meriti veramente di essere vissuta: quella di noi stessi!


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