Caffè crudo e caffè verde

caffè verde

Una volta raccolta, il caffè crudo viene chiamato verde. Sapete perché? Perché è verde!


Se debitamente conservato, il caffè in grani mantiene le sue caratteristiche organolettiche per un anno, a volte anche due, mentre il caffè tostato è soggetto a rapida degenerazione (per via dell’ossidazione e non solo). Il che significa che andrebbe consumato nel giro di qualche settimana!

Caffè crudo e caffè verde sono la stessa cosa

Per motivi analoghi, il caffè macinato, quello che compriamo al supermercato per intenderci, andrebbe consumato nel giro di pochi giorni. Per non parlare del pacchetto di caffè già aperto, che perde quasi subito gran parte dei suoi aromi…

Quando bisogna macinare il caffè?

Noi pensiamo che bisogna vivere secondo natura. Parlando di caffè, significa che bisogna tostare il caffè pochi giorni prima di consumarlo. E che occorre macinarlo pochi minuti prima di consumarlo, come fanno (guarda caso) i baristi più esigenti (non solo nelle peggiori caffetterie di Caracas)…

Perché il tempo è il nemico del caffè tostato?

Con la tostatura, il caffè perde perde acqua e diventa poroso, il che significa che assorbe l’acqua presente nell’aria anche per via dei grassi di cui è composto e che si legano così bene all’ossigeno. Pertanto, più l’atmosfera è umida e più il processo di degenerazione sarà veloce. E qui c’è da dire una cosa: meno male che il nostro paese è fra i meno umidi al mondo…

caffè crudo

Caffè crudo

Insomma, più il caffè viene tostato a macinato prima di essere consumato e più si ossiderà caricandosi di odori estranei che lo contamineranno.

Photo by Mariliz López on Unsplash

Dico io: ma che senso ha comprare certi caffè costosi se poi vengono rovinati dal troppo tempo che passa fra tostatura, macinatura e preparazione? Sarebbe come bere una bottiglia di spumante giorni dopo averla aperta. O cuocere il pesce fresco settimane dopo averlo pescato…

Il grande compromesso

Grazie agli investimenti fatti dagli industriali negli ultimi decenni, oggi miliardi di persone hanno accesso a qualche forma di caffè pronto all’uso: macinato, solubile, cialde, capsule, distributori automatici, bar etc… Una svolta epocale rispetto ai secoli scorsi in cui il caffè era davvero un lusso per pochi.

caffè confezionato

Solo che ogni medaglia vuole il suo rovescio. E così, pur di garantire ampia disponibilità di prodotto e costanza dell’esperienza per il consumatore, l’industria ha dovuto “ingabbiare” il caffè, riducendo le infinite possibilità a poche soluzioni “scalabili” come usano dire. Un grande compromesso fra necessità, desiderio e possibilità.

Photo by Nathan Dumlao on Unsplash

Certamente non è il solo caso del caffè, e potremmo fare tantissimi altri esempi di prodotti “omologati”. Un approccio molto novecentesco insomma, che nasce, ricordiamocela, dalla filosofia di Henry Ford.

“Ogni cliente può ottenere una Ford T colorata di qualunque colore desideri, purché sia nero”.

Henry Ford

Fin qui tutto bene, solo che siamo nel 21o secolo! Oggi il le persone pretendono di aver accesso a prodotti sempre più segmentati, sempre più personalizzati, per non dire unici. In poche parole: il linguaggio industriale non arriva più alla gente. Specialmente quelli più esigenti. Più “nomadi”. Più giovani.

Il caffè nel ventunesimo secolo

Niente di più normale quindi che le cose si adeguino alle persone. E’ sempre accaduto e accadrà anche in futuro. Quando parliamo di caffè, i valori del futuro saranno qualità, varietà, sostenibilità e creatività. E nessuna tipologia di caffè può offrire tutte queste cose se non la tostatura in casa dei migliori tipi di caffè crudo.

Così come l’mp3 e poi l’mp4 hanno sostituito il cd che aveva sostituito il vinile, il caffè crudo presto sostituirà i sistemi porzionati che a loro volta stanno sostituendo il caffè macinato.

Accettando di viaggiare assieme a noi verso le radici del caffè, ti proietti anche nel futuro della relazione fra l’uomo e il caffè!

Per l’immagine in copertina ringraziamo: Photo by Dan Ruswick on Unsplash

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