Al diavolo il caffè falso! Certo, e quale sarebbe il caffè vero? E poi volevo anche dire, c’è bisogno di essere scurrili, f**k fake coffee? A volte va bene anche una parolaccia dai, se detta con simpatia. Però il fatto è che la domanda rimane: qual è il caffè falso?
Fake coffee
Vero e falso sono concetti con cui si può giocare ma il “vero falso”, se parliamo di caffè, è il fatto che, nella maggior parte dei casi, non sappiamo cosa c’è dentro una confezione acquistata in un supermercato, o nel caffè consumato al bar.
Il fatto è che, nella maggior parte dei casi, non sappiamo cosa c’è dentro una confezione acquistata in un supermercato, o nel caffè consumato al bar
Tu compri un pacco di caffè, e nella migliore delle ipotesi trovi scritto che è arabica, oppure che oltre all’arabica c’è un po’ di robusta. Vabbè, ma che caffè è? da dove arriva?
E’ un po’ quello che si fa col vino se ci pensi: dal vino in cartone da pochi spiccioli su cui troverai tutt’al più la zona di produzione, alla bottiglia di pregio riportante il nome della cantina, il -o i- vitigni, il nome del viticultore, di certo l’anno di vendemmia e in alcuni casi (che diventeranno sempre più numerosi), il QR code che ti consente di tracciare il singolo lotto d’uva…
Chicco di caffè robusta, coffee robusta
Sarebbe bello poter conoscere tutto del caffè che beviamo. A partire dalla provenienza, dal tipo di pianta e magari anche il nome della fattoria.
Ps. che il chicco sia di robusta puoi vederlo dal fatto che la linea del chicco è dritta, le qualità arabiche invece hanno una linea più sinuosa, più ad “esse”.
Photo by blackieshoot on Unsplash
E’ più chiara adesso la differenza fra caffè vero e caffè fake (ovvero falso)?
Build your coffee legend
Produzione del caffè nel mondo
Pensa che più dell’ 35% di tutta la produzione mondiale di caffè è gestita da soli 10 torrefattori! Questo significa che quasi tutto il caffè che beviamo ha un gusto che è stato scelto per noi, non solo sulla base di quello che pensiamo ci piaccia, ma anche sulla logica economica che regge tutto il tessuto produttivo del caffè.
Se ti piace l’argomento potresti voler leggere l’articolo dedicato alla produzione mondiale del caffè, scoprirai cose interessanti.
Nel migliore dei casi, si tratta di prodotti omologati, consensuali, “ingabbiati” che devono andare bene a tutti. In poche parole: la “taglia unica” del caffè.
Un’altra cosa che dovresti sapere del caffè industriale è che la costanza dei sapori è ottenuta a discapito della complessità. La complessità degli aromi e degli odori tende a sparire già pochi giorni dall’apertura, e se ci fai caso spesso capita che il tuo caffè alla fine del pacco non ha più il sapore che aveva prima.
Una coppia di coltivatori di caffè
Pensa poi che la restante produzione del caffè è fatta da micro imprese, spesso familiari, che gestiscono piccoli appezzamenti di terra con una produzione molto limitata.
Così è fatta una azienda unifamiliare che coltiva caffè.
Piccole piante di caffè in Guatemala con la famiglia che le coltiva
Photo by Ashlyn Ciara on Unsplash
Negli ultimi anni, si è cominciato a lavorare per dare dignità ai contadini, ma anche a valorizzare il caffè che essi producono, che ha poco a che fare con quelli delle grandi coltivazioni delle pianure.
E’ in quelle produzione che si raggiunge una complessità di gusti e di sapore, a cui spesso le grandi multinazionali del caffè non sono interessate. Noi invece proprio quelle produzioni e quei caffè vogliamo provare, in una esperienza totale che va dalla cottura del caffè verde alla tazza.
Ma non solo, il caffè vero è quello che puoi farti da solo, quello che puoi costruire tu come gusto e come sapore, che puoi davvero modellare secondo i tuoi gusti, sperimentando e scoprendo nuove tipologie di caffè e di tostatura.
Ci sono poche regole da seguire per ottenere un risultato che ti sorprenderà. Ricevi gratuitamente l’infografica iscrivendoti alla newsletter o leggi l’articolo su come fare la tua prima tostata.
Per l’immagine in evidenza ringraziamo Photo by Delightin Dee on Unsplash